GIA’ REALIZZATI:

Giardino dei sensi

Corsi per il riconoscimento delle erbe spontanee di interesse alimentare

Organizzazione incontri Erba gustando

Importante: (Pubblicazioni, Interviste, Articoli…raccolta materiale)

DA REALIZZARE :

1 – MUSEO E CENTRO RICERCHE ETNOBOTANICHE: 


Etnobotanica come …

  1. Approccio integrato alla ricerca e punto d’incontro fra aree culturali e discipline diverse
    1. area di ricerca scientifica (botanica, farmacologia, medicina, …)
    2. area di ricerca umanistica (antropologia, sociologia, storia, economia, …)
    3. cultura popolare (mestieri, vita quotidiana, tradizioni, esoterismo, …)
  2. Criterio razionale ed efficace per il recupero, la catalogazione e la valorizzazione della storia e della cultura popolari e per la riscoperta della civiltà contadina;
  3. Motivo di riflessione su cause e modalità dei cambiamenti della società, della qualità della vita, delle attività produttive, dell’uso delle risorse ambientali, con le conseguenti profonde modificazioni indotte nel paesaggio e nell’agroecosistema;
  4. Base di conoscenze naturalistiche e culturali per iniziative in campo naturalistico, socio-economico, agronomico, agro-turistico e turistico;
  5. Importante fonte di motivazioni per la conservazione delle numerose specie vegetali strettamente legate ad ambienti seminaturali più o meno comuni e a vario grado di antropizzazione;
  6. Sorgente di indicatori sensibili per la valutazione delle più idonee pratiche agronomiche  in funzione della gestione del territorio e della conservazione ambientale.

Museo attivo
Si tratta di una struttura museale che intende essere innovativa e nella quale, all’osservazione dei sistemi multimediali che illustrano i principali temi del museo, si affiancano attività pratiche organizzate per permettere una partecipazione attiva dei visitatori e delle scuole, mentre le attività di ricerca dei collaboratori del museo in campo didattico e nei diversi indirizzi etnobotanici hanno lo scopo di aggiornare e rendere sempre più efficaci i materiali e le attività didattiche impiegate all’interno del museo, ma anche di fornire loro continui stimoli culturali e scientifici.
“Museo attivo” per tanti motivi:


Il laboratorio didattico è dedicato alla preparazione di erbari a scopo di esperienza educativa.

Cos’è un erbario
Un erbario è una raccolta di piante seccate, pressate e fissate su fogli di misura standard
Con lo stesso termine vengono indicati due diversi significati:
a) una raccolta di essiccata vegetali; b) la struttura, cioè l’edificio destinato alla conservazione dei
campioni vegetali.
E’ il più semplice metodo di conservazione delle piante allo stato secco (hortus siccus) in alternativa all’orto botanico (vivarium) che conserva le piante allo stato vivente.
E’ un’insostituibile struttura scientifica, indispensabile in qualsiasi attività di studio sia del patrimonio vegetale che del paesaggio e dell’ambiente naturale.

Valore didattico di un erbario
Nonostante i recenti sviluppi delle tecniche educative, di indagine e di comunicazione, la "classica" preparazione di un erbario rimane ancor oggi un esercizio di elevato valore educativo e didattico.
Questi alcuni degli aspetti più significativi:

Significato didattico dell’erbario


Capacità di osservazione
In primo luogo, la massiccia utilizzazione nella nostra società della televisione e dei mezzi di comunicazione di massa, gli effetti speciali proposti dalla cinematografia e dalle diverse forme di pubblicità dei mass-media e la stessa realtà virtuale elaborata dai computer rischiano di produrre nei giovani allievi situazioni di confusione e di labilità dei confini tra fenomeni concreti e fittizi, tra vita reale e sogno.
Molto opportunamente l' "immersione" nell'ambiente con la raccolta delle piante nel loro contesto naturale, il genuino e diretto contatto con gli esseri viventi, tali e quali essi sono, con tutte le loro varianti individuali, pongono l'alunno di fronte a "dati primari", anticipatori di qualsiasi sistemazione o descrizione scientifica, linguistica e/o grafica.


Problematicità
Già questa attività richiede un'osservazione non superficiale dell'habitat e può consentire un primo avvio di considerazioni qualitative sulle preferenze nelle zone d'insediamento delle singole specie, sul modo con cui esse si pongono a reciproco contatto (sociabilità), sulla variabilità della loro frequenza.
Tali considerazioni possono successivamente portare già alla formulazione di prime ipotesi di relazione tra causa (clima, morfologia, attività antropiche, ecc.) ed effetto (presenza-assenza di specie guida), che dovranno poi essere verificate con appositi procedimenti.


Metodo
L'osservazione della morfologia delle varie parti del vegetale deve diventare ancora più fine quando da una preliminare discriminazione si passa all'attività di determinazione del campione a partire dal livello tassonomico più elevato, per giungere alla famiglia e quindi al genere ed alla specie.
Sotto la guida dell'insegnante, l'allievo può associare mentalmente la forma che ha davanti e la terminologia scientifica ad esso relativa, acquisendo così direttamente e non attraverso un pedante ed inutile sforzo mnemonico un metodo oggettivo di descrizione delle forme e una capacità di analizzare le stesse.
I "fiori del prato" cominciano così, attraverso l'osservazione visiva e il confronto mentale, a trasformarsi, da una massa di colori e di vegetazione indistinta e priva di forme, in entità separabili in gruppi tra i quali le differenze, a seconda dei casi, possono apparire più o meno grandi.
L'acquisizione di questi obiettivi (precisione nell'osservazione, passaggio a categorie concettuali con sviluppo di un ordine mentale, ecc.) sembrano particolarmente importanti in una società che tende piuttosto a banalizzare esperienze e situazioni reali e nella quale gli atteggiamenti superficiali sembrano piuttosto prevalere sulle capacità di indagine analitica e critica.


Manualità
La preparazione dei campioni, l'allestimento degli esemplari sui fogli d'erbario e la compilazione dei relativi cartellini, sviluppano precise attitudini alla manualità e all'operatività, oggi forse troppo trascurate nei programmi della scuola moderna.
II procedimento per queste operazioni è, tutto sommato, relativamente semplice, e tale da non scoraggiare neppure gli allievi meno abili: esso richiede comunque cura e diligenza, quindi è in grado di potenziare tali risorse personali, purché l’esercizio venga sufficientemente motivato e compiuto con una certa preparazione e regolarità.


Organizzazione
La realizzazione di un erbario costituisce un’attività semplice sia nei materiali che nelle procedure, tuttavia occorre rispettare alcune regole per ottenere dei risultati che solo a distanza di tempo riveleranno la loro importanza. Annotare i dati essenziali riguardanti i campioni raccolti ed i dati geografici ed ambientali dei siti di raccolta.
Raccogliere un sufficiente numero di giornali, necessari per mettere ad essiccare i campioni via via raccolti ed assicurarsi una scorta per i cambi successivi. Preparare i campioni in modo da poterne osservare i caratteri morfologici una volta avvenuta l’essiccazione. Rispettare i tempi di cambio dei giornali per evitare di perdere i campioni per ammuffimento.


Curiosità
Negli allievi, specialmente della fascia primaria e secondaria di primo grado, è molto viva la curiosità per i fenomeni naturali, spesso integrata con un istintivo desiderio di "collezionismo". In questo caso l'erbario può mirare al raggiungimento di uno scopo non banale, come può avvenire per altri oggetti di raccolta, ma essere strettamente correlato a finalità anche scientifiche e di indagine e conoscenza della natura.
Per evitare tuttavia eccessivi dispendi di energie, sarebbe opportuno che in questo caso l'insegnante indirizzasse gli allievi verso un "erbario specializzato", evitando così episodi di scoraggiamento e di frustrazione, sempre in agguato dato l'ampio numero di specie presenti in un territorio.
A titolo di esempio, tale erbario potrebbe comprendere solo specie arboree o arbustive locali, oppure quelle dimoranti esclusivamente in un determinato ambiente, come il bosco, il prato, lo stagno, ecc.
Di notevole importanza pratica risultano anche gli erbari di tipo applicato relativi a piante alimentari, aromatiche, cosmetiche, decorative, officinali, tintorie, conciarie, ecc.


La gestione e la conservazione delle risorse del territorio collinare e montano può essere raggiunta solo con un attento studio e conoscenza dell’agroecosistema e del paesaggio agrario, dove da diversi anni si assiste ad una progressiva perdita di biodiversità. Fenomeni che l’Accademia intende affrontare con due principali attività di ricerca: la costituzione di una banca dei semi e l’individuazione dei più significativi centri di biodiversità negli agroecosistemi.

BANCA DEI SEMI:

La realizzazione di una, collegata agli orti sopra citati, e di una Banca delle tradizioni, cioè una banca dati dove possono essere raccolte tutte le informazioni attendibili e verificate sugli usi tradizionali e popolari delle erbe selvatiche.

CENTRI DI BIODIVERSITA’ NEGLI AGROECOSISTEMI:

si tratta di alcune iniziative di ricerca per l’individuazione di centri di biodiversità nelle fasce improduttive delle aziende agroturistiche per la conservazione e la produzione di seme di specie della flora spontanea.
Con particolare riferimento alle aree agricole di pertinenza degli operatori agrituristici della Provincia di Ascoli Piceno, si intende individuare aree di studio sperimentali, all’interno delle quali avviare progetti di analisi del paesaggio vegetale, di monitoraggio della qualità e della funzionalità degli agro-ecosistemi, con lo scopo di creare una rete informativa di centri di biodiversità presenti nel territorio provinciale, utili sia per l’approvvigionamento diretto di erbe per uso alimentare, sia per la produzione di seme di specie spontanee da utilizzare per il ripopolamento o il recupero di margini erbosi nelle stesse aziende o in altre realtà del territorio circostante.

3 - NORMATIVE ESSENZIALI: 

Per una maggiore garanzia di attenzione alle problematiche ambientali, è prevista l’emanazione (sia livello provinciale che regionale) di normative essenziali che regolino la raccolta e stimolino lo sviluppo di politiche attive per la gestione del territorio, basi fondamentali per una consapevolezza dell’ ambiente in cui si vive, e punto di partenza per un nuovo sviluppo socio-economico.

4 - ORTI DELLE ERBE SPONTANEE:  

Si sta procedendo alla creazione di alcuni orti, costituiti da aree sperimentali, con obiettivi di ricerca, sperimentazione, conservazione e divulgazione, dedicate alla coltivazione, conservazione e riproduzione delle specie selvatiche di interesse alimentare.

5 – RICETTE E CUCINE: 

Tra le diverse categorie di piante e le diverse proprietà che esse hanno, quelle a scopo alimentare, sono quelle che a carattere più culturale oltre che ovviamente gastronomico, riconducendoci in maniera stretta al territorio, ad una cucina “popolare” i cui sapori e le cui tradizioni sono ignorate dai più.
Nell’ ambito della serie “ERBAGUSTANDO”, si ha l’ occasione di poter assaporare nuovi e vecchi sapori,
con una cucina tipicamente a base di erbe spontanee, un vero piacere.