Museo – INFORMAZIONI GENERALI

Museo Attivo

Si tratta di una struttura museale innovativa dove, all'osservazione dei sistemi multimediali che illustrano i principali temi del museo (etnobotanica, storia economica e sociale dell’agricoltura, natura e biodiversità del paesaggio rurale, ambiente e agricoltura, attraverso tradizione e innovazione, per il futuro della società marchigiana nel contesto italiano ed internazionale), si affiancano attività pratiche organizzate per permettere una partecipazione attiva dei visitatori e delle scuole, mentre le attività di ricerca dei collaboratori del museo in campo didattico e nei diversi indirizzi scientifici di tipo naturalistico ed etnobotanico hanno lo scopo di stimolare, aggiornare e rendere sempre più efficaci i materiali e le attività didattiche impiegate all'interno del museo, ma anche di fornire loro continui sviluppi culturali e scientifici. 

“Museo attivo” per tanti motivi:

  • Per le modalità di approccio didattico attraverso la sperimentazione di soluzioni espositive innovative di grande suggestione e stimolanti;
  • Per la costante utilizzazione ed il coinvolgimento interattivo dei visitatori in attività pratiche ed esperienze concrete di osservazione, manipolazione, trasformazione, utilizzazione, ecc.
  • Per l’importanza della ricerca sperimentale come motore per l’aggiornamento delle conoscenze e lo sviluppo di nuovi argomenti espositivi;
  • Per l’individuazione di sempre più efficaci soluzioni didattiche, informative e multimediali.

Etnobotanica come …

  • Approccio integrato alla ricerca e punto d’incontro fra aree culturali e discipline diverse:
    • area di ricerca scientifica (botanica, farmacologia, medicina, …)
    • area di ricerca umanistica (antropologia, sociologia, storia, economia, …);
    • cultura popolare (mestieri, vita quotidiana, tradizioni, esoterismo, …);
  • Criterio razionale ed efficace per il recupero, la catalogazione e la valorizzazione della storia e della cultura popolari e per la riscoperta della civiltà contadina;
  • Motivo di riflessione su cause e modalità dei cambiamenti della società, della qualità della vita, delle attività produttive, dell’uso delle risorse ambientali, con le conseguenti profonde modificazioni indotte nel paesaggio e nell'agroecosistema;
  • Base di conoscenze naturalistiche e culturali per iniziative in campo naturalistico, socioeconomico, agronomico, agro-turistico e turistico;
  • Importante fonte di motivazioni per la conservazione delle numerose specie vegetali strettamente legate ad ambienti seminaturali più o meno comuni e a vario grado di antropizzazione;
  • Sorgente di indicatori sensibili per la valutazione delle più idonee pratiche agronomiche in funzione della gestione del territorio e della conservazione ambientale.

L’erbario a scuola

Il più importante laboratorio didattico previsto nel Museo Erbe trovate (Jerve troate) è dedicato alla preparazione di erbari a scopo di esperienza educativa.
Un erbario è una raccolta di piante seccate, pressate e fissate su fogli di misura standard.
Con lo stesso termine vengono indicati due diversi significati:
a) una raccolta di essiccata vegetali;
b) la struttura, cioè l’edificio destinato alla conservazione dei campioni vegetali.
E’ il più semplice metodo di conservazione delle piante allo stato secco (hortus siccus) in alternativa all’orto botanico (vivarium) che conserva le piante allo stato vivente.
E’ un’insostituibile struttura scientifica, indispensabile in qualsiasi attività di studio sia del patrimonio vegetale che del paesaggio e dell’ambiente naturale, oltre che per la corretta identificazione delle piante utilizzate dalla tradizione popolare.
Una delle finalità della scuola primaria e secondaria è quella di fornire agli alunni le chiavi di lettura e gli strumenti di interpretazione della realtà in cui vivono.
In ogni ordine e grado di scuola numerosi sono i progetti inseriti nei P.O.F. (Piano Offerta Formativa) in cui si evince una forte impronta educativa volta al consolidamento dell’identità personale dei ragazzi e dei rapporti relazionali con gli altri e con l’ambiente.
È proprio in questo ultimo aspetto che l’insegnamento delle Scienze occupa un ruolo centrale, sensibilizzando gli individui alle problematiche ambientali attraverso l’acquisizione e il rispetto di specifiche norme di comportamento che acquistano senso e credibilità solo attraverso la conoscenza della bellezza, della complessità e della fragilità ambientale.
Le piante, e quindi la Botanica, possono condurci a ripercorrere la storia e la crescita culturale, sociale ed economica della nostra comunità; sono il più efficace mezzo di lettura del paesaggio e permettono una concreta conoscenza naturalistica del territorio; sono presenti in ogni ambiente, dal più suggestivo, incontaminato ed inaccessibile degli ambienti rocciosi d’alta quota agli spazi più affollati, banali ed antropizzati della città; appartengono alla realtà conoscitiva dei ragazzi e sono facilmente reperibili, non sono entità astratte; ben si prestano ad attività di osservazione, comparazione, classificazione, manipolazione, misurazione; hanno una valenza interdisciplinare passando attraverso lo studio della chimica, ecologia, fisica, geografia, genetica, storia ecc.; si prestano ad innumerevoli osservazioni, facili da realizzare e con l’ausilio di semplici attrezzature; possono fornire un’occasione per esperienze pratiche a qualsiasi livello didattico, dalle esperienze sensoriali nella scuola materna agli argomenti di genetica delle popolazioni nei licei scientifici, dall’osservazione della diversità del mondo vegetale nelle scuole primarie, all’analisi del paesaggio vegetale e degli indicatori biologici per la qualità ambientale nell’università.
In questa ottica l’erbario può assumere molteplici valenze educative, rivelandosi uno strumento di grande interesse didattico nell’ambito delle scienze. La semplice realizzazione di una raccolta d’erbario costituisce una delle attività didattiche più facili da realizzare, stimola l’osservazione del mondo vegetale e del paesaggio, rappresenta l’indispensabile fase preliminare in ogni programma di conoscenza e di studio dell’ambiente e del territorio, è adattabile a tutti i livelli scolastici, attraverso un approccio via via più rigoroso e scientifico. Si tratta di un’attività che fino a qualche tempo fa, proprio per il suo grande valore didattico, era praticata in molte scuole ed in quasi tutti gli istituti superiori. Ogni istituto aveva la propria collezione d’erbario, che veniva ogni anno integrata dagli studenti e dai diversi insegnanti di scienze che si succedevano nel corso del tempo.

Finalità, significato e valore applicativo dell’erbario 
Assai diverse sono le finalità che possono essere perseguite attraverso la realizzazione di un erbario e, come abbiamo visto, le motivazioni che ci possono spingere a farlo sono altrettanto numerose, perché molteplici sono anche i significati che l’erbario può assumere, variando in funzione del contesto in cui operiamo e del livello di approfondimento desiderato.

Significato storico
Spesso in un erbario vengono conservate piante raccolte due o tre secoli fa in località dove oggi quelle popolazioni vegetali, o gli stessi ambienti che le ospitavano, possono non esistere più.
La funzione di documentazione storica è legata soprattutto alle collezioni più antiche che costituiscono un'insostituibile testimonianza della ricchezza floristica di un territorio e permette di valutare eventuali variazioni avvenute nella composizione della flora e nella distribuzione geografica delle diverse specie.
Dal confronto con la situazione attuale è possibile formulare delle ipotesi relative agli effetti dell'intervento dell'uomo o di fattori naturali (climatici, geomorfologici ecc.) e valutare il grado di biodiversità a livello locale.
Inoltre l’erbario può avere interesse storico per la ricostruzione degli itinerari delle spedizioni a cui appartenevano gli esploratori e gli scienziati che di queste spedizioni facevano parte: tale ricostruzione è possibile attraverso l’esame delle loro raccolte che portano sempre l’indicazione delle date e delle località di raccolta.

Significato scientifico
L’erbario è ormai un mezzo fondamentale di studio in numerosi settori della ricerca botanica. Nel campo della Sistematica, l’erbario è il sistema universalmente riconosciuto per conservare i campioni, denominati tipi, sui quali è stata descritta per la prima volta una specie vegetale, e di tutti i campioni che serviranno per il confronto con altri che si vuole identificare, anche attraverso scambi tra erbari.
In Tassonomia risulta essenziale nello studio di gruppi di piante, per una loro classificazione e gerarchizzazione, attraverso l’osservazione, la misurazione e il confronto dei caratteri dei campioni d’erbario, spesso conservati in erbari di località geografiche anche molto distanti.

L’erbario costituisce anche una solida base di appoggio per gli studi floristici, che si basano essenzialmente sulla raccolta di campioni vegetali delle aree indagate, per essere studiati, catalogati e conservati negli Erbari stessi. Inoltre, con le raccolte d’erbario e le relative località indicate nelle etichette, si può ricostruire la distribuzione di una determinata specie vegetale. Infine gli studi della vegetazione e del paesaggio vegetale, che si basano sulla approfondita conoscenza della flora dei territori indagati, possono essere realizzati efficacemente solo se supportati da collezioni e strutture d’erbario che ne permettano le necessarie pratiche di studio, raccolta e confronto floristico.

Significato applicativo
Negli studi biotassonomici, dai campioni d’erbario possono essere ricavate piccole porzioni di tessuto da cui estrarre materiale genetico per la ricostruzione filogenetica.
Accanto alle raccolte di campioni vegetali per l’erbario si svolgono quasi sempre anche attività di raccolta e di scambio di semi (Index seminum) e di altro materiale fresco con capacità riproduttiva, assolvendo così alla funzione di conservazione del germoplasma.
Non bisogna dimenticare poi che le piante possono fungere da indicatori ambientali, per cui i campioni raccolti in erbario possono servire a valutare le condizioni di biodiversità attuale e passata di un territorio.
I dati indicati dai raccoglitori sulle etichette d’erbario possono servire per ricavare notizie sugli antichi usi etnobotanici delle piante: queste infatti sono state, in passato, utilizzate per scopi alimentari, condimentari, terapeutici, cosmetici, per tingere, per costruire oggetti, per estrarre fibre ecc.
Nel campo dell’educazione ambientale gli erbari costituiscono strumenti privilegiati per svolgere qualificate attività di esercitazione pratica e di conoscenza naturalistica.
Spesso infatti sono importanti punti di riferimento per attività di ricerca da parte di gruppi di appassionati di botanica e per lo svolgimento di attività didattiche da parte delle scuole.

La conoscenza delle piante come metodo didattico e come opportunità di conservazione
della cultura e delle tradizioni popolari

In un momento in cui si osservano i primi timidi tentativi di riportare la ricerca verso una visione transdisciplinare d’insieme e ad una comprensione olistica della complessità, con particolare attenzione a quella ambientale e sociale; mentre molti insegnanti di ogni livello scolastico riscoprono l’ambiente, come oggetto privilegiato di studio; si assiste ad un ritorno all’osservazione diretta della realtà territoriale più vicina e una forte attenzione verso l’erbario, come efficace strumento di conoscenza e, insieme, meccanismo pedagogico che permette di finalizzare semplici attività didattiche al metodo della ricerca, alla catalogazione sistematica, alla precisa identificazione delle piante tramandate nella cultura popolare, alla lettura del paesaggio, alla comprensione della diversità e della complessità ambientale.