Museo – DESCRIZIONE E CENTRO RICERCHE ETNOBOTANICHE ERBE TROVATE

Si tratta di un museo atipico costituito da diverse porzioni, ciascuna delle quali è funzionale e necessaria per la struttura complessiva, ma che rispondono ad esigenze diverse e vengono organizzate con modalità specifiche.
Tre sono le principali anime del Museo Erbe trovate (“Jerve troate”): il settore antropologico, il settore botanico e quello ambientale-paesaggistico.

Settore antropologico

Il primo, quello più strettamente antropologico, si avvicina ai musei di cultura contemporanea del tipo dei musei della civiltà rurale, basati sulla raccolta e l’organizzazione-esposizione di strumenti, oggetti, immagini e di tutti quegli elementi che possono risultare utili alla ricostruzione delle modalità della vita quotidiana in epoche più o meno recenti e su territori più o meno ampi.
L’obiettivo del Museo Erbe trovate (Jerve troate) è quello di raccogliere testimonianze sia di tipo materiale (oggetti, manufatti, ecc.) che dirette (attraverso interviste e recupero di documenti), che permettano di ricostruire la grande ed articolata cultura popolare legata all’utilizzazione delle piante sia per scopi alimentari, che di altro tipo (medicamentosi, alimenti e salute degli animali, cosmetici, pratici, ludici, esoterici, ecc.).

Settore botanico

Il secondo settore, quello botanico, è incentrato sull’erbario, il quale, se si fa eccezione per gli erbari storici, è una tipica struttura museale attiva, dove l’attività di ricerca costituisce il principale motore di informazione e di vitalità delle attività didattiche. In particolare questa definizione è particolarmente significativa per il Museo Erbe trovate (Jerve troate) in quanto esso si basa sia su collezioni che su attività di ricerca e di didattica ed assolve diversi compiti scientifici (ciascuno con interessanti ricadute e applicazioni di tipo informativo ed educativo):

  • Ruolo tassonomico, attraverso la raccolta, la conservazione e la catalogazione di campioni d’erbario (“l’erbario a scuola” tra le principali attività didattiche collegate);
  • Ruolo di ricerca di base in campo floristico ed ecologico attraverso lo studio della vegetazione e degli habitat (didattica nelle aule all’aperto, realizzazione di guide cartacee e multimediali, progetti di studio ambientale con le scuole, sono solo alcune delle iniziative che saranno sviluppate in questo settore);
  • Ruolo di ricerca applicata, finalizzata alla raccolta, conservazione, moltiplicazione e riutilizzazione dei semi e dei propaguli di piante utili per la conservazione della biodiversità e per la ricostruzione degli ambienti (il museo esce dai suoi confini per svolgere un ruolo attivo nel territorio e per diversi settori produttivi, dall’agricoltura al turismo).

Settore ambientale-paesaggistico

Il terzo settore, quello ambientale, rientra nei cosiddetti musei interpretativi (Merzagora L., 2007 - Musei di incerta identità. Museologia Scientifica, n.s. 1: 32-35). Strutture museali generalmente prive di reperti e di collezioni, che hanno il compito di illustrare o fornire stimoli e motivi di interesse per la visita dei luoghi e dei territori circostanti (tipici sono i musei e centri visita dei parchi naturali).
L’obiettivo del Museo Erbe trovate (Jerve troate) è quello di dare un contenuto alla cosiddetta “cultura del territorio” e alla “lettura del paesaggio”, attraverso lo sviluppo delle conoscenze, sia scientifiche (geologia, clima, vegetazione, fauna, urbanistica, ecc.) che culturali (storia, arte, letteratura, ecc.), che permettono di leggere, interpretare, distinguere i diversi paesaggi, analizzare e differenziare le varie componenti, individuare i meccanismi che li determinano, recuperare i cambiamenti avvenuti nel passato e cercare di prevedere le possibili trasformazioni nell’immediato futuro. Le forme espressive di questa porzione museale sono assai varie e stimolano lo sviluppo di modalità espressive sia tradizionali (diorami, ricostruzioni tridimensionali) che più moderne, di tipo multimediale ed interattivo, innovative e sperimentali.